22 giugno 2016

No alla scuola-calcolatrice, alle elementari e medie tornano le lettere, stop ai voti: «Diseducativi e inutili»

Il provvedimento è previsto dalla riforma 107 e sarà varato entro l’estate, per entrare in vigore dal prossimo anno scolastico. Al posto dei numeri solo cinque lette. Gli esperti stanno valutando se renderlo valido dalla prima classe o estenderlo subito a tutti.

Fa l’occhiolino alla prassi internazionale, «ma non è un esotismo», assicurano dal ministero dell’Istruzione. È un ritorno al passato, ma promette di essere attuata in forma del tutto innovativa. E, alla fine, altro non è che una regola dettata da sani principi pedagogici e un pizzico di buon senso. La pagella con tutti i voti numerici, a cui i bambini di scuole primarie e ragazzi di scuole medie sono ormai abituati dal 2009, è destinata a sparire. Per lasciare spazio alle più «eque e meno limitanti» lettere: ovvero, A-B-C-D-E, cinque gradi di giudizio per valutare gli studenti e assegnare loro un punteggio qualitativo dopo aver constatato se hanno o meno raggiunto gli obiettivi fissati dal ciclo di studi. La novità è contenuta in uno dei disegni di legge delega che il governo sta preparando sulla base delle indicazioni contenute nella legge 107, la riforma della scuola varata a luglio dello scorso anno. E che dovrebbe essere approvato entro l’estate, per entrare in vigore dal prossimo anno scolastico, 2017-2018. Obiettivo? Uscire dalla logica della scuola-calcolatrice, limitare le ansie della corsa al voto e fari riaffacciare l’idea che il successo scolastico sia un percorso, e non una media delle performance. «Così restituiamo alla scuola primaria il compito di mettere bambine e bambini agli stessi nastri di partenza- spiega la senatrice Francesca Puglisi, che sta seguendo l’iter – Misurare con un numero la gioia di apprendere di un bambino è come misurare il cielo con un righello».

No alle bocciature alle elementari

In realtà era già stata diramata una circolare a febbraio dello scorso anno per sperimentare «i nuovi modelli di certificazione delle competenze», e che invitava i docenti ad adottare nuove pratiche per misurare problem solving e abilità, atteggiamenti ed emozioni, potenzialità, stile di vita. Questo nuovo provvedimento però supera quelle linee guida e introduce un sistema di valutazione che, soprattutto per i bambini più piccoli, dovrebbe spingerli e motivarli a migliorarsi, individuando punti di forza e di debolezza, senza lo stress di un «contachilometri» che può diventare addirittura demotivante. Un modello adottato con successo già in molti altri Paesi europei ed americani, e che ha disinnescato le gare competitive tra ragazzini, restituendo al momento del voto il suo valore di confronto con gli altri e con il professore: ma, a differenze che all’estero, da noi non ci saranno segni «più o meno», e solo le ultime due lettere della scala denoteranno un’impreparazione tale da dover sostenere eventuali corsi di recupero. Perché l’idea chiave è: fornire agli studenti gli strumenti per raggiungere la meta. Ed è proprio in questa direzione che va anche un’altra novità che dovrebbe essere contenuta nel provvedimento. E cioè l’abolizione della bocciatura alle elementari: «Inutile e dannosa», sentenziano gli esperti del Miur.

 

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